“Lo spazio che la carta bianca mostra, come fosse un nudo di donna, mi invita a scrivere […] raccontando gli abissi spaventosi sfiorati nella ricerca che voleva rinnovare il linguaggio articolato. Volevo dare un nome alle realtà invisibili”
Opere letterarie
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“Il pensiero, che è fantasia, dà allo scrivere un senso che è suono non udito dalle orecchie ma dagli occhi di coloro che leggono”.
I LIBRI DELLA TEORIA DELLA NASCITA
“…quei quattro libri che sono il fondamento dell’Analisi collettiva”.
“Furono tre i libri pubblicati dal gennaio 1972 al gennaio 1975. Poi vennero mille e mille sconosciuti che chiesero l’interpretazione dei sogni e, in verità, volevano la cura della malattia mentale”.
Istinto di morte e conoscenza, 1972,
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2010, 2017
Fagioli sostiene che il sogno è un pensiero per immagini. Un pensiero non cosciente la cui comprensione può portare ad una ulteriore realizzazione dell’essere umano. Fondamentale è la distinzione tra frustrazione e aggressione, identità e identificazione, desiderio e bramosia, indifferenza e anaffettività, rifiuto e negazione, alienazione fuori di sé e proiezione, memoria-fantasia e ricordo cosciente, ricreazione e regressione-ripetizione.
Istinto di morte e conoscenza in altre lingue:
Todestrieb und Erkenntnis, (Tedesco)
2011, Stroemfeld Verlag
Death Instinct and Knowledge, (Inglese)
2019, L’Asino d’oro edizioni
Instinct de mort et connaissance, (Francese)
2022, L’Asinno d’oro edizioni
Instinto de muerte y conocimiento, (Spagnolo)
Prossima pubblicazione
Instinto de morte e conhecimento, (Portoghese)
Prossima pubblicazione, Atheneu
死亡本能与认知, (Cinese)
Prossima pubblicazione, Beijing Normal University Publishing Group 北京师范大学出版集团
“Se Istinto di morte e conoscenza denunciò il mito della scoperta dell’inconscio dimostrandone la falsità, i secondi due volumi tolsero la maschera dal volto di una cultura razionale che era diventata di pietra di fronte all’irrazionale”.
La marionetta e il burattino, 1974,
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2011
1970-1974. Compare, di nuovo, il secondo volume dei tre che furono la verbalizzazione scritta del pensiero dell’autore. Poi l’Analisi collettiva cimentò lo psichiatra a manifestare la sua identità umana. La teoria della nascita si realizzò in una prassi di cura e di ricerca che ha condotto al superamento della scissione tra inconscio e coscienza.
Teoria della nascita e castrazione umana, 1975,
L’Asino d’oro edizioni, Roma, 2012
Scrivere fantasia di sparizione fu la conoscenza della nascita umana e generò: pulsione-fantasia e memoria-fantasia.
Esse, come occhi, fanno vedere il senso invisibile del racconto delle immagini oniriche.
E l’interpretazione dei sogni fu un linguaggio nuovo.
“Ma poi pensai anche al gennaio 1976 quando la ragazza raccontò, per la prima volta, il sogno nell’università pubblica[…]. Fu una separazione totale da un pensiero che aveva visto soltanto coscienza e ragione. E la parola separazione mi presentò anche il figlio che, nel gennaio 1980, disse il suo nome: Bambino donna e trasformazione dell’uomo”.
Bambino, donna e trasformazione dell’uomo, 1980
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2013
Il diverso da se stessi è la realtà ignota del pensiero senza parola. Non negato, fa una identità nuova, senza scissione tra coscienza ed assenza di coscienza.
LEZIONI DI CHIETI
“Vado a fare lezione all’Università di Chieti e parlo. Ho fatto una ricostruzione della ricerca di cinquanta e sessant’anni fa che mi ha portato a vedere l’identità irrazionale che è immagine come nascita del pensiero. Non erano ricordi coscienti ma memoria, che è movimento di quell’irrazionale che ricrea il vagito della nascita. Deduco che questa ricreazione c’è perchè, nascosta invisibile, c’è l’immagine indefinita della nascita che è capacità di immaginare. È un pensiero che non deriva dalla percezione dei cinque sensi della veglia. È una logica che riesce a vedere le realtà umane della mente”.
Storia di una ricerca. Lezioni 2002
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2018
Forse quello a cui non ci si può opporre è la realtà della conoscenza; se ci si oppone alla realtà della ricerca e della conoscenza, l’individuo muore, perché si lede la specificità, scusate le parole, della specie umana che è la ricerca e la conoscenza, il sapere.
Das Unbewusste. L’inconoscibile. Lezioni 2003
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2019
Einstein aveva fatto tutte quelle scoperte
sulla velocità della massa, la velocità
della luce, e uno gli disse: ‘Vieni in Brasile.
C’è un’eclissi di sole che dimostra
che hai ragione, che la tua teoria è valida’.
‘Non me ne frega niente’ gli rispose,
‘lo so lo stesso che è valida, anche senza
andare a fare la verifica sperimentale
di quello che ho teorizzato’.
E non andò in Brasile.
Questo è il metodo del pensiero;
noi dobbiamo ricavare questa diversità
della nascita umana rispetto a quella
del vitello da altre cose, e poi dedurre.
Una vita irrazionale. Lezioni 2006
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2021
E allora parliamo di istinto di morte
che non è sadismo, non è spaccare le cose,
rompere gli occhiali o ammazzare le persone,
quanto è annullamento.
Istinto di morte è la pulsione umana
che impedisce il rapporto e la conoscenza,
soprattutto nei riguardi della realtà umana.
Fantasia di sparizione. Lezioni 2007
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2022
La pulsione di annullamento
non è una identità,
magari può essere identità razionale
ma non irrazionale.
Mentre la fantasia di sparizione sì,
per cui il bambino
ha identità fin dalla nascita.
“Quando parlo facendo lezione, il linguaggio è diverso e, sono certo, l’ascolto è diverso dalla lettura. Più che diversa è la voce che interpreta nelle sedute di psicoterapia di gruppo, e l’ascolto di essa”.
“E così compare il ricordo delle lezioni all’Università di Chieti in cui, dietro una cattedra posta in alto, ho parlato di storia dell’Analisi Collettiva e della nuova teoria. […]Allora mi metto a pensare altre parole: comporre musica, ascoltare musica. E la musica è diversa se interpreto i sogni nelle sedute o se faccio lezioni all’Università di Chieti[…].
Le lezioni di Chieti presentano il fenomeno di un medico che scompare per far apparire un professore che racconta l’esistenza di cose che appaiono perché è stato dato loro un nome”.
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RACCOLTE DI ARTICOLI SU LEFT
“[…] stavano in attesa ruscelli di pensieri, parole, memorie e frasi che hanno fatto un fiume le cui acque hanno saziato la sete del bosco di cinquecento pagine di “left” […] io vedo, ora, che le lettere scritte in modo uguale dicono ‘qualcosa’ che non dicevano tanti anni fa. Nominano le stesse realtà umane ma… sono scritte in modo diverso. È l’uso della lingua italiana che non è fatto come in passato […] le due pagine di “left” furono due cosce bianche di una bella donna che i polpastrelli delle due dita hanno segnato”.
“Sto scrivendo, di nuovo, ciò che scrissi quarant’anni fa. Ma non modifico nessun pensiero. Al contrario, quanto vedo, conosco, penso nel rapporto con l’Analisi collettiva e scrivo nella solitudine dei tre giorni di fine settimana, confermano che quanto avevo scritto in passato sulla realtà umana sconosciuta era esatto”.
Left 2006
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2009
Left 2007
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2010
Left 2008
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2011
Left 2009
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2012
Left 2010
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2013
Left 2011
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2014
Left 2012
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2015
Left 2013
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2016
Left 2014
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2017
Left 2015
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2018
Left 2016-2017
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2019
“Il ricordo dell’esistenza di duecentoquranta o più articoli scritti su “Left” […] stimola la memoria che è soltanto fantasia che vorrebbe raccontare ciò che ho scritto in migliaia di righe […] e mi dice che la frase tante volte udita, «il tuo modo di scrivere», alludeva al confronto con la scrittura di quarant’anni fa che aveva composto i primi quattro libri. E venne la continua ricerca della diversità con il passato e si rovesciò, restando uguale, il rapporto medico-paziente che vedeva l’interpretazione dei sogni andare dallo psichiatra a chi raccontava le immagini del pensiero del sonno. La cura era sempre presente ma abbiamo sempre detto anche le parole «formazione» e «ricerca» […]. Ma viene la parola «ricreazione» del silenzio dell’inizio della vita, e la mano inventa una linea nera che si contorce su sé stessa in un movimento continuo”.
IL SOGNO DELLA FARFALLA
“«Dicono che lei è come un’ombra». «Pettegolezzi», risposi. «È vero, non sono freudiano; ma se la mia immagine è indefinita e sfumata ciò è utile perché ogni paziente deve essere condotto a sostenere la realtà inconscia della nascita quando il neonato vede soltanto luci e ombre. Deve amare anche se non vede una figura netta nei suoi occhi. Deve cercare e trovare la sua immagine interiore; la speranza-certezza che esiste un seno… non l’ha letto? Ah, già, lei preferisce Lutto e melanconia!»”.
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“Guardavo il fenomeno terapeutico di fronte a me, obiettivamente, cercando di comprendere le dinamiche: composizione di immagini e affetti. Non capivo molto ma non mi interessava comprendere. La patologia mi era stata chiara, la guarigione… chissà. È una sua storia, una sua realtà. Avevo davanti a me una persona non più malata, cioè simile a me stesso. Ora era libera, non si faceva più del male”.
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“Aveva ritrovato la zona oscura delle prime settimane di vita, zona che aveva disperso, condannato e perduto per ottenere dalla ragione senza inconscio il rapporto con la realtà e la sanità. Ora, uscita dalla depressione, doveva saper gestire quanto aveva ritrovato. Pensare, sapere, raccontare. Scoprire e realizzare un linguaggio che le permetta di essere e dire”.
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“Ovviamente bisogna pensare, e questo sarà un dovere per gli psichiatri, che il nostro nemico non è tanto la morte del corpo, che ineluttabilmente fa parte della vita biologica, quanto piuttosto la morte della mente e, prima di essa, la sua malattia, e non bisogna considerarla naturale, propria della realtà umana, perché solo così conserviamo quell’identità medica che non accetta che la sofferenza faccia parte della natura umana”.
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ALTRI LIBRI
Una depressione.
L’Asino d’oro edizioni, 2020
“Non ho mai accettato che non ci fosse una cura per la malattia mentale”.
“Ho fatto un sogno: un altopiano messicano circondato da montagne brulle. Tutto il terreno è come sconvolto, come zappato da una vanga enorme. Il paesaggio, severo, senza vegetazione, è di una bellezza che non lascia scampo. Al centro dell’altopiano una casa diroccata in pietra grigia dalla quale vedo uscire, in fila indiana, tutte le mie parenti. Sono vestite alcune di grigio, altre di nero; si stanno recando al funerale di una di loro. Le osservo mentre s’incamminano sul dorso di una collina, come nella ‘danza della morte’ che è l’ultima scena del Settimo sigillo. So che dopo il funerale la casa verrà rasa al suolo”.